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A Expo Icam racconta l'Uganda: un modello di impresa sostenibile

All’interno di Expo Milano 2015, alla Cascina Triulza, si è tenuto l’incontro dedicato all’Uganda, un Paese che ha visto negli ultimi cinque anni miglioramento economico e sociale grazie all’intervento di Icam.
Il tema di Expo 2015 Nutrire il pianeta, Energia per la vita si applica anche ai piccoli agricoltori ugandesi che lavorano appezzamenti di terra e coltivano le piantagioni di cacao dalle quali traggono fonte di sostentamento. Icam ha fondato in Uganda una società – la Icam Chocolate Uganda Ltd - per realizzare un importante progetto di sviluppo sul territorio, articolato in diversi interventi.
Si è partiti con la costruzione di un centro per la raccolta del cacao secondo le più avanzate metodologie di lavorazione e organizzato corsi di formazione per gli agricoltori sulle moderne tecniche agronomiche. In questo modo Icam ha contribuito a valorizzare la qualità dei raccolti e migliorare la redditività delle piantagioni.
Prima dell’arrivo di Icam, in Uganda nella zona di Bundibugyo la proprietà terriera era particolarmente frammentata. I contadini coltivavano piccoli appezzamenti e dopo aver raccolto le cabosse ed aver estratto i semi procedevano alla fase di fermentazione ed essicazione direttamente nelle loro abitazioni. Questo comportava considerevoli disagi per le vita familiare e risultati negativi sulla qualità del prodotto.
«Icam, da sempre segue la filiera in modo completo, dalla coltivazione delle fase di cacao fino al prodotto finito – ha dichiarato Angelo Agostoni, Presidente di Icam. Scegliamo personalmente i nostri fornitori e le materie prime direttamente nei paesi di produzione e lavoriamo insieme a loro in un rapporto di sostegno reciproco e crescita sostenibile. Icam è arrivata in Uganda nella primavera del 2010 e, in collaborazione con la Fondazione Spe Salvi – Università Cattolica del Sacro Cuore, abbiamo dato vita ad un progetto per i produttori di cacao di Bundibugyo, migliorando in 5 anni le loro condizioni di vita a livello sociale ed economico e creando una materia prima di alta qualità».
«Il modello di ICAM è un esempio chiaro di impresa sociale: mira all’efficienza economica e, nel contempo, muta il contesto sociale in cui opera – ha dichiarato Andrea Perrone, Ordinario di Diritto Commerciale, Università Cattolica del Sacro Cuore. Non è un approccio “buonista”, ma è un modello che distribuisce le risorse e, in particolare, il profitto tenendo in considerazione tutti i fattori coinvolti nell’attività produttiva, senza limitarsi alla remunerazione del capitale. Questo modo di operare crea maggiore coesione sociale e, per questa via, una maggiore efficienza produttiva».
«Sono lieta che l’Uganda sia diventata un partner commerciale dell’Italia e grata all’azienda per quanto fatto nel nostro Paese negli ultimi cinque anni – ha dichiarato la Dott.ssa Kassam Mumtaz, Vice Ambasciatrice dell’Uganda in Italia. Le condizioni dei contadini e delle loro famiglie sono realmente migliorate e il centro per la raccolta del cacao a Bundibugyo ha contribuito alla realizzazione di una materia prima di qualità. Le piantagioni di cacao sono una delle principali fonti di sostentamento per la popolazione ugandese e con l’intervento di Icam è oggi possibile preservare e proteggere la raccolta del cacao, non solo migliorandone la qualità e le caratteristiche organolettiche, ma anche garantendo un futuro migliore ai contadini e alle loro famiglie».
Dopo la giornata dedicata all’Uganda, Icam organizzerà a luglio con una giornata dedicata al Perù e per concludere, a settembre, con l’ultimo appuntamento dedicato al cacao biologico, alla sostenibilità e al lavoro etico nella Repubblica Dominicana.